Musica, filosofia e immaginazione alla Casa della cultura di Milano

Sinestesia è l’accostamento di parole che appartengono a differenti sfere sensoriali in un’unica nozione: un ambiente caldo e luminoso, uno sguardo scuro e gelido. La musica sembra dispiegare un territorio di sovrapposizioni sinestesiche. L’ho “intravisto” mercoledì 22 marzo alla Casa della cultura di Milano durante la conferenza su musica e filosofia con Carlo Serra, Elio Franzini, Luigi Manfrin. Per descrivere un fenomeno sonoro spesso vengono richiamate sensazioni tattili. Il suono si presenta come massa sonora, è scritto nelle opere di Giovanni Piana, maestro di Serra e Franzini.

Mentre i colori investono gli sguardi come riceventi passivi, i suoni implicano un’azione che li abbia generati, presuppongono un movimento al centro del loro propagarsi. La leggerezza della musica deriva dall’immanenza di un corpo. Quando il suono diviene un fenomeno fisico misurabile, grazie alle acquisizioni della scienza e della tecnica, la musica inizia a proiettare immagini nello spettro acustico, il diagramma che rappresenta le sue grandezze misurate. Alle impressioni tattili di un corpo che ha peso e movimento si associano quelle visive. La percezione corre parallela al binario immaginativo.

La musica seduce con una doppia natura, quella teoretica, che fa riferimento alla sua intima essenza ed è analizzabile attraverso una prospettiva epistemica, ovvero di conoscenza, e quella dell’ascolto, del piacere. Così la musica discende da un agire, ma allo stesso tempo la sua attrattiva può indurre a un’azione. Mi viene in mente Ulisse legato all’albero della sua barca per godere e saziarsi del canto delle Sirene, senza però cedere al suo richiamo. Le voci intervengono nella narrazione e per la loro armoniosità divengono un mezzo magico che realizza un incantesimo. La musica si mescola spesso a parole e sembra a volte suggerirne. Mi piace pensare di immergermi nella sua dimensione narrativa, che aggrega infiniti elementi nel vortice dell’immaginazione. Credo che il suo fluire di racconto porti all’esperienza della massima sinestesia.    

Per approfondire alcuni temi dell’incontro:

Carlo Serra, La voce e lo spazio. Per un’estetica della voce, Il Saggiatore, 2011.

Carlo Serra, Musica, corpo, espressione, Quodlibet, 2007.

Lascia un commento

error: Content is protected !!

Chiudendo questo banner e continuando la navigazione sul sito acconsenti all'utilizzo di cookie. Maggiori informazioni.

Per consentire la migliore esperienza di navigazione possibile, questo sito fa uso di cookie. L'impostazione è predefinita sull'abilitazione dei cookie. Se non blocchi i cookie o clicchi su "Accetto", acconsenti al loro utilizzo.

Chiudi.