Piersandro Pallavicini, Nel giardino delle scrittrici nude: risate a Milano

Vi piacciono gli scrittori che incidono le lacrime nelle pagine, con la pesantezza di un cinghiale diabetico? Amate i libri con il sesso serio, quello depresso di improbabili personaggi borghesi, prede di un male di vivere non ben identificato? Non aspettatevi tutto questo da Piersandro Pallavicini e dal suo Nel giardino delle scrittrici nude, uscito a marzo tra i libri Feltrinelli 2019, nella collana “I Narratori”.

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Piersandro Pallavicini – Nel giardino delle scrittrici nude

L’ironia lega le duecento trentotto pagine che compongono il romanzo, velato da un ghigno ridanciano allo stesso tempo complice e beffardo. Gli ingredienti sono una Milano del centro più scanzonata che mai, il dialetto lombardo, una protagonista simpaticissima, un giardino nascosto, la bibliografia delle letture degli anni Ottanta, grotteschi rompiscatole, e spunti esilaranti dal mondo del porno.

Ma addentriamoci nella vita privata di Sara Brivio e cerchiamo di mostrare perché leggere Nel giardino delle scrittrici nude di Piersandro Pallavicini è un’ottima idea.

«Evviva la risata. Se devi raccontare un dramma, dico io, ridici su, sdrammatizza, tanto il dramma narrativamente rimane tale anche se al lettore lo ammannisci senza inzupparlo nel dolore. Questa è la cifra mia, di Elena, di Fanny, se c’è una cosa che detestiamo sono le scrittrici e gli scrittori con il mal di testa, con il groppo in gola, con la fronte aggrottata per l’intrascendibile angoscia, quelli che ti raccontano cupi della gravidanza interrotta sotto i ferri di una mammana, del suicidio del padre causa tumore incurabile, del cane investito dal furgone nel giorno del proprio dodicesimo compleanno, celebrato tra l’altro senza manco uno schifo di torta perché mamma e papà avevano perso da mesi il lavoro».

Nel giardino delle scrittrici nude: trama e personaggi

Tra i molti libri Feltrinelli 2019, l’ultimo di Piersandro Pallavicini, Nel giardino delle scrittrici nude, ha una trama surreale, comica e tragica. Strappa una risata e coinvolge nelle emozioni dei personaggi: Sara Brivio, Elena Beltrami, Fanny Moschino, la Gianna, El Panteròn, la Giraffa, Marina Breno.

La protagonista dell’ultimo libro di Piersandro Pallavicini, Nel giardino delle scrittrici nude 

Simpaticissima è la sciura Brivio, come la chiama la Gianna, che tiene in ordine il suo appartamento di lusso, all’incrocio delle Cinque Vie di Milano, e prepara sfiziose specialità meneghine. Sara Brivio ha sessant’anni, è una scrittrice, e diventa ricca perché le lascia una rendita di milioni di euro il padre, inventore del Viagra. Così si riscatta dalle difficoltà economiche e dalla fatica di lavorare come scrittrice. Organizza un premio letterario tutto suo, in barba alle regole del mercato editoriale: il Premio Brivio. Al vincitore, cinquecentomila euro, con scorno premeditato di uno dei favoriti dell’editoria.

Fin qui nessun dramma, ma il dramma c’è, eccome. Perché la Brivio non è sola, ma è sola. Ed è sola, ma non è sola. Nel suo giardino nel cuore di Milano prende il sole nuda con Elena e Fanny, scrittrici nude e libere anche loro. Con le amiche Sara ha deciso di condividere la casa e la ricchezza. Ma le manca l’amore più grande: la figlia Monica, che non vuole più vederla.

Piersandro Pallavicini, nel Giardino delle scrittrici nude, racconta senza piagnistei, leggero come un’ape che vola di fiore in fiore, e di dettaglio in dettaglio, dipinge con le parole dolori e gioie, a tinte tenui, spezzando l’equilibrio solo con una risata.

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